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James Hillman, La forza del carattere, Adelphi edizioni, Milano, 2000.
Salutiamo con entusiasmo la pubblicazione del nuovo libro del grande psicologo James Hillman, autore di grande successo, nonché maggior esponente vivente della psicologia di ispirazione junghiana.
La forza del carattere, edito negli U.S.A. nel 1999, è l'ultimo sforzo di un autore che ha dato la sua impronta alle ricerche di psicologia del profondo da almeno tre decenni. Tra i numerosi suoi libri precedenti, ricordiamo al lettore i significativi Il suicidio e l'anima, Saggio su Pan, Re-visione della psicologia, Il codice dell'anima, Il mito dell'analisi, Puer Aeternus.
In questo ultimo testo, egli affronta una problematica di grande portata, oltreché di grande attualità, dato il processo bio-sociologico che vede il progressivo invecchiamento della popolazione di tutte le nazioni del mondo occidentale: il rapporto dell'uomo con la vecchiaia.
Scrivendo il libro dall'altissima vetta dei suoi ottantotto anni, egli fornisce un'interpretazione nient'affatto astratta, vissuta e sperimentata fino in fondo, e perciò ricca di idee originali e innovative rispetto al dibattito corrente (e ai luoghi comuni) sull'argomento. Unendo la sua ancor giovane forza spirituale alla grande cultura e alla ormai abbondante saggezza senile, Hillman illustra e teorizza i suoi argomenti, li approfondisce e li precisa, ampliando il campo di osservazione e rapidamente tornando subito dopo a focalizzare il discorso sul suo nucleo centrale, centrando ripetutamente il bersaglio del consenso del lettore.
L'esposizione ruota attorno ad alcune idee guida, summa e sintesi delle quali risulta essere il concetto di carattere, che viene affiancato e armonizzato a quello, più tipicamente junghiano, di anima. Caratteristico di Hillman è il modo concreto in cui egli affronta questo altrimenti astratto concetto, sfociando nella nozione del "fare anima", che racchiude l'essenza del rapporto dell'uomo con il suo mondo interiore. Ma attraverso la nozione di carattere, egli risolve l'enigma del senso dell'invecchiamento dell'uomo. "Senza l'idea del carattere - afferma - i vecchi sono soltanto persone con qualcosa in meno e in peggio, e la loro longevità è un fardello per la società".
Il libro affronta l'argomento della vecchiaia, e del rapporto che l'individuo ha con essa, con andamento circolare, esaurendone la prospezione da tutti i punti di vista - se questo è possibile. Ricorre agli antichi filosofi come ai fisici moderni, alle osservazioni etno-antropologiche come alla psicologia archetipica, all'analisi dei luoghi comuni come alla sociologia. Ma, al di sopra di tutto, egli riesce a dare una visione originale dell'argomento, trasmettendo una grande forza di equilibrio e una serenità non più scalfibile da alcun rammarico per la perduta giovinezza.
Un libro che è adatto all'uomo maturo, che vi troverà alimento per le sue indifferibili riflessioni sull'invecchiamento, come al giovane cultore di psicologia, che potrà arricchire i suoi orizzonti spirituali. Adatto agli psicologi, che potranno approfondirvi i loro temi ed il loro bagaglio professionale, come ai profani, che potranno leggerlo come un romanzo sull'uomo, sulla sua vita e sul suo destino.
[M.R.]